OTTICO DEL MESE

 
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OTTICO DEL MESE16 November 2018

Alberto Zolli di Ottica Zolli

Com’è cominciata la tua avventura nel mondo dell’ottica? Beh, per fattori familiari, nel senso che sia mia mamma che mio babbo sono ottici,  sono cresciuto in un negozio di ottica, quindi mi è venuto naturale seguire il loro percorso.

Tre parole per definire la tua attività. Dinamica, moderna, attenta ai bisogni dei clienti.

Chi sei fuori da Ottica Zolli? Oltre ad essere un padre di famiglia, che è il mestiere più bello e più difficile del mondo, da un paio d’anni sono consigliere comunale di opposizione nel mio paese, Alto Reno Terme, poi il mio hobby è quello di andare in bicicletta, un modo per tenermi in forma divertendomi.

Il bello del tuo lavoro? Risolvere i problemi delle persone.

Il tuo ricordo più bello. Beh, ce ne sono diversi, non soltanto uno. Però, in particolare, ricordo una persona a cui avevo notato qualcosa di inusuale. Grazie alla mia segnalazione ha fatto una visita da un oculista che gli ha salvato l’occhio, e non solo, probabilmente. Comunque ho tanti ricordi belli, ma quello che mi ha colpito di più è questo.

Cosa cambieresti? Sarebbe bello poter lavorare, o comunque vivere in generale, con meno stress. E meno burocrazia. Purtroppo non si riesce a fare gli ottici, ma dobbiamo fare i commercialisti, i fiscalisti, i pubblicitari, gli informatici e spesso gli psicologi.

Il cliente peggiore? I clienti peggiori sono quelle persone che non vogliono o non riescono ad ascoltarti, che entrano in negozio già con un’idea, che magari si sono fatti su internet, e pensano di saperne più di noi, quindi non ascoltano.

Raccontaci della tua famiglia. Sono sposato da 7 anni, mia moglie è diventata una collaboratrice del negozio e gestisce la parte fiscale. Ovviamente anche lei è impegnata sul territorio, presiede il comitato a tutela dell’ospedale. Mio figlio è un esuberante fanciullo sproporzionatamente alto di 5 anni! Ha già mostrato una passione sia per il mio lavoro, quindi gli occhiali, sia per i miei stessi hobby e questa è una cosa che mi dà molta soddisfazione e grande gratificazione, anche se purtroppo il lavoro certe volte porta via spazio proprio alla famiglia che, tutto sommato, è sbagliato.

Ci raccontavi che tra i tuoi hobby c’è la bicicletta. E l’attività politica. Io ho sempre creduto che le persone, soprattutto quelle un po’ più incisive sul territorio, quelle più ascoltate, più seguite, abbiano il dovere di fare qualcosa non solo per loro stessi, ma anche per migliorare il luogo in cui vivono, quindi sono sempre stato impegnato, prima con l’Associazione Commercianti, poi con altre associazioni e adesso ho intrapreso questa via politica molto, molto difficile e poco gratificante, ma una grande palestra di vita.

Per quanto riguarda invece il ciclismo, che pratico in modo amatoriale, è stato un recente ritorno ad una mia antica passione che è diventata quasi una droga (perché davvero se non vado sto male!), ma soprattutto è la mia valvola di sfogo. Riverso tutto nella pedalata e riesco ad arrivare in negozio più sereno, o magari quelle due ore mi sono servite per riflettere.

Un sogno nel cassetto? Mi piacerebbe vedere riconosciuto il ruolo dell’ottico-optometrista.