OTTICO DEL MESE

 
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OTTICO DEL MESE25 February 2019

Fabio Bolaffi di Ottica Bolaffi

Com’è cominciata la tua avventura nel mondo dell’ottica? Esattamente nel 1976, iniziai a lavorare con i miei genitori, mi ero diplomato da poco e, come tutti, avevo tanto bagaglio teorico e poco pratico. Quindi l’esperienza l’ho coltivata in negozio. 

Negli anni ’80, ’90 il lavoro era un po’ diverso, si faceva tantissima contattologia, che ora è stata un po’ abbandonata a causa delle lenti usa e getta. Parlo di contattologia perché il resto è rimasto più o meno uguale. Gli esami della vista si sono perfezionati e ho ampliato lo studio raggiungendo il livello in cui siamo adesso.

Tre parole per definire la tua attività. Ormai è una tradizione, a Livorno siamo stati i primi ottici ad aprire un’attività nel 1890. Io sono la quarta generazione. È un nome che porta un certo prestigio: offriamo, oltre che una garanzia, alta qualità da ogni punto di vista. Si cerca di fare sempre meglio.

Quindi ne dico quattro: tradizione, garanzia, qualità e innovazione.

Chi sei fuori da Ottica Bolaffi? Il tempo è molto ridotto. Mi piacerebbe tanto andare in giro e scoprire posti nuovi. Amo l’avventura e quindi quando si può cerco di evadere il più possibile. Soprattutto adoro andare in moto, con amici, colleghi o altre persone del settore.

Il bello del tuo lavoro. Il bello è entusiasmare le persone, renderle contente, appagarle perché si vedano bene con un occhiale e perché vedano bene. Mi piace la fiducia reciproca che si crea, quindi cerco di coccolare i clienti il più possibile per ricambiarli dell’amore e delle soddisfazioni che ti hanno dato negli anni.                          

Il tuo ricordo più bello. Ce ne sono molti. Perché l’attività mi ha insegnato tanto nella vita, dentro e fuori dall’ottica. Questo lavoro porta a passare parecchi anni fuori, sia in Italia che all’estero, per cercare di qualificarti il più possibile.

Per quanto riguarda il ricordo più bello… ogni epoca ha le sue caratteristiche, gli anni ’80, ’90 sono stati forse i migliori, perché mi hanno dato la possibilità di vedere questo mestiere in maniera un po’ diversa. Sono stato molto contento di essere riuscito a portare avanti l’attività e rinnovarla anche dopo che sono venuti a mancare i miei genitori. È stata una grande soddisfazione mantenere ed accrescere il loro successo.

Cosa cambieresti? Ora come ora niente. Anche se mi piacerebbe che l’impronta dell’attività fosse un po’ più dinamica. Una volta si cambiava il negozio ogni venti, trent’anni. Noi l’ultima volta l’abbiamo fatto nel 2009 e adesso mi piacerebbe, non dico subito, ma rinnovarlo un po’ più spesso per essere sempre al passo con i tempi.

Il cliente peggiore? Fortunatamente capita di rado! Di solito li lascio fare. Cerchi di dargli una soddisfazione al meglio che puoi. La pazienza e la professionalità insegnano.

Raccontaci della tua famiglia. Purtroppo i miei genitori non ci sono più. Mia figlia collabora con me, anche se non è specializzata in questo settore. Le piace molto, lavora qui da tanti anni. C’è un punto interrogativo sul suo futuro, se vorrà proseguire o meno. Ho anche tre nipoti, se da grandi avranno voglia, ci lavoreranno e ne sarei felice.

Io per una serie di circostanze sono rimasto coinvolto e ci lavoro. Se tornassi indietro, però, mi piacerebbe studiare per poi diventare oculista e svolgere maggiormente l’attività professionale e un po’ meno quella commerciale. Mi piace molto anche quella, però se potessi ricominciare dall’inizio cercherei di orientarmi sul versante specialistico. Comunque sono molto contento.

I tuoi hobby oltre la moto? Mah, già la moto porta via tanto tempo, ce ne sarebbero altri, ma al momento non ho modo di coltivarli.

Un sogno nel cassetto? Beh, vorrei avere più tempo per godermi maggiormente la vita. Vorrei riuscire a viaggiare, perché al mondo ci sono un’infinità di cose da vedere e non c’è gusto a farlo dal computer. Quindi se riuscissi a trovare qualcuno, anche se è difficile, che mi sostituisse, sarebbe la prima cosa che farei. Anche se mi dispiacerebbe lasciare il mio lavoro.