OTTICO DEL MESE

Com’è cominciata la tua avventura nel mondo dell’ottica ?

Ho iniziato a lavorare nel negozio della mia attuale moglie e mio suocero dopo la scuola superiore circa 20 anni fa, dove ricoprivo le classiche mansioni “del bocia de bottega”, come si dice in veneto. Mi sono subito appassionato a questo ambiente e a questo lavoro e mi sono impegnato per imparare il più possibile dalla grande scuola ed esperienza di mio suocero Roberto Meneghetti (Gianni) che è sempre stato un ottico lungimirante e che voleva distinguersi. Dalle piccole mansioni sono diventato il tecnico di laboratorio grazie alla strumentazione che disponeva Ottica Meneghetti. Ho imparato a montare e molare qualsiasi tipo di occhiale, dai più semplici ai più complessi con il vanto di arrivare a confezionare tutto senza affidarsi a nessun laboratorio esterno. Dopo qualche anno ho frequentato la scuola di ottica e mi sono diplomato. Oggi assieme a Michela e Ilaria gestiamo questa attività quasi centenaria e riconosciuta in tutto il mondo perché serviamo anche moltissimi clienti internazionali.

Tre parole per definire la tua attività

Ottica Meneghetti è un negozio storico delle Terme Euganee ad Abano Terme che da sempre si distingue per la professionalità. Siamo un punto vendita alla continua ricerca di tecnologie all’avanguardia per soddisfare l’evoluzione del mercato in campo ottico e garantire al cliente che si affida a noi di trovare sempre innovazione e originalità, dal controllo dell’efficienza visiva alla scelta di occhiali e lenti esclusive ed evolute.

Chi sei al di fuori da Ottica Meneghetti e quali sono i tuoi hobby?

Sono Alberto, per tanti l’ottico, ma anche marito e papà di due ragazzi, Pietro di 13 e Francesco di 9 anni. Sono amante della tecnologia e nel tempo libero, oltre a dilettarmi con questa, mi piace passare qualche ora al poligono di tiro, giocare a tennis, fare qualche passeggiata ai piedi dei nostri meravigliosi colli euganei e in più sono parte di una associazione Onlus che si dedica ad aiutare l’Hospice pediatrico di Padova. Inoltre seguo e aiuto da vicino una società di calcio dove gioca mio figlio primogenito. Mi piace coltivare le amicizie e da bravo veneto sono amante dell’aperitivo in compagnia.

Il bello del tuo lavoro

La cosa che mi piace di più del mio lavoro è la possibilità di potersi confrontare con persone che giungono ad Abano da ogni parte del mondo, dagli Emirati Arabi alla Russia all’America ed Europa.
La soddisfazione più grande è avere clienti che tornano nel nostro punto vendita da oltre 30 anni e che aspettano di venire in vacanza ad Abano una volta all’anno per venire a trovarci e servirsi da noi per acquistare un occhiale particolare e diverso. Oltre a questi, ovviamente, abbiamo clienti locali che si servono da noi da diverse generazioni ed anche questo per noi è motivo di grande orgoglio.

Il tuo ricordo più bello

Non posso dire esista un ricordo più bello… i ricordi sono tantissimi. Sicuramente per me è stato un momento molto gratificante quando ho preso la decisione di frequentare la scuola di ottica, anche su consiglio di mio suocero che in questo modo mi dimostrava la sua fiducia e considerazione.

Cosa cambieresti ?

Per questa domanda avrei centomila risposte. Il mercato del mondo dell’ottica sta subendo un continuo cambiamento. La figura dell’ottico è troppo spesso vista solo come un commerciante che non viene valorizzato per l’importanza del lavoro che svolge. All’estero l’ottico è una figura sanitaria che svolge una funzione più professionale, chissà in Italia quando mai ci arriveremo. Per non parlare dei rapporti con le grandi aziende dove il rapporto umano è quasi inesistente perché si è solo un codice cliente. Sono entrato nel mondo dell’ottica proprio quando iniziava questa trasformazione e tutto questo mi fa pensare continuamente alle parole di mio suocero che mi raccontava di quando l’approccio era diverso e c’erano altri valori.

Il cliente peggiore?

Non esiste un cliente peggiore sono tutti Clienti con la C maiuscola. Per fortuna che ci sono i clienti… sono l’anima di un punto vendita! La forza! Ma anche qui interviene il web/internet dove oggi il cliente entra in negozio convinto di avere acquisito online informazioni ed avere già la conoscenza di tutto quello che si può sapere solo con anni e anni di esperienza. Forse questo è il cliente “peggiore”, colui che acquisisce informazioni distorte e confuse. E’ proprio con questo tipo di persone che diventa più difficile riuscire a soddisfare le esigenze specifiche e personali, facendo anche comprendere loro quali siano le effettive differenze tra vari tipi di prodotti.

Un sogno nel cassetto?

Un mio sogno nel cassetto è quello che uno dei miei due figli decida un domani di portare avanti l’attività di famiglia perché così sarebbe la quarta generazione.