OTTICO DEL MESE

Com’è cominciata la vostra avventura nel mondo dell’ottica?
L’Ottica Vettore inizia la sua avventura quando nostro padre, il Cav. Aldo
Vettore, decise di rilevare un negozio in un paesino nella zona di Mestre,
lontano da Padova, la città dove vivevamo. Era l’inizio degli anni 80 e ci
trasferimmo in una realtà ben diversa dagli stimoli continui che riusciva a
proporci la città.

Come vi siete fatti notare in un contesto più piccolo?
Papà era un uomo innovativo e iniziò subito a farsi conoscere grazie ad una
forma di marketing sconosciuta al luogo e al tempo, come parlare della
professione dell’ottico alla radio e investendo in macchinari moderni e
avveniristici.

Quando hai iniziato ad avvicinarti al lavoro di ottico?
Mi sono formata a Perugia per diventare ottico, prendendo successivamente il
settore della contattologia, al tempo molto florido. Mia sorella Marzia, invece, si
è diplomata in ragioneria.

Come è proseguita la vostra avventura?
Alla fine degli anni ’90 improvvisamente papà venne a mancare così con i miei
fratelli e mia mamma Viola, il capitano della nostra famiglia, abbiamo accettato
questa scommessa, acquistando l’immobile di Malcontenta e un altro punto
vendita nella zona di Mestre.

Come è cambiato il mondo dell’ottica negli ultimi 20 anni?
La fotografia dell’ottica è cambiata molto diventando sempre più commerciale, a
scapito dei rapporti personali con il cliente.

Il bello del tuo lavoro?
L’accoglienza del cliente, la scoperta delle collezioni e la formazione continua.
Tre parole per definire la tua attività.
Stimolante, in continua trasformazione, caratterizzata dall’unicità dell’incontro e
dei rapporti umani.

Buoni propositi per il futuro?
Abbiamo scelto di continuare il sogno di nostro padre, rinnovandoci,
accogliendo i nostri ospiti con affetto e vivendo con slancio e passione la
nostra vita professionale e famigliare.